lezione di meditazione 6 - accettare noi stessi

Accettare noi stessi - L'arte di amarsi - Lezione 6

Accettare noi stessi.

Namasté.

Sono contento di rivederti.

Se ti trovi nuovamente a leggere questa pagina, significa che la prima lezione ha dato i suoi frutti, e la tua sete di verità è grande.

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Lezioni di Meditazione



Nell’ultima lezione, abbiamo visto i 10 passi per meditare, una guida semplice e veloce per capire i concetti chiave che stanno alla base di una buona meditazione. È stata una lezione molto utile e abbiamo imparato le pratiche di base per il rilassamento e la preparazione psico-fisica necessaria per questa pratica così importante al giorno d’oggi.

Se non l’hai ancora letta, puoi accedere cliccando qui.

Accettare se stessi

Se già in antichità meditare fosse importante, al giorno d’oggi si potrebbe dire che è quasi essenziale: in un mondo fatto di tecnologia, auto, traffico, vita frenetica e nervosismo dilagante, diventa sempre più evidente come la mancanza di consapevolezza di se stessi e del mondo che ci circonda porti a un malessere crescente.

Quello che ancora molti non sanno, e che la medicina orientale già ci insegnava migliaia di anni fa, è che il corpo e lo spirito sono due elementi collegati saldamente tra loro. In questo momento la maggior parte di noi percepisce soltanto il corpo, ben pochi percepiscono lo spirito. Ma dobbiamo imparare ad accettare per stare bene.


Ci sono degli attimi imprevedibili e molto brevi, durante il quale ognuno di noi raggiunge uno stato di lucidità.

Accettare se stessi

È allora che entra in contatto con le due componenti del nostro essere. Avete presente quando vi svegliate con un braccio addormentato? Pensate attentamente a quella sensazione.

Il vostro braccio sembra non esistere, eppure voi sapete che c’è. Se in questo momento qualcuno ci pungesse con uno spillo, non sentiremmo nulla, ma sappiamo che il braccio è il nostro. La sensibilità presto ci riporta in contatto con il nostro arto e ci fa sentire il dolore provocato dallo spillo. Allo stesso modo, la nostra anima è li, e una parte di noi, e saldamente collegata al nostro corpo e ci invia dei segnali costanti.

A volte riusciamo ad averne una sensazione vaga e indefinita.

Accettare se stessi

Il problema è che, a differenza del braccio, la nostra mente non è sicura della sua esistenza, non la vuole accettare. Il perché è molto semplice: in realtà da piccoli siamo naturalmente predisposti ad accettare tutto, non solo quello che vediamo o che sentiamo con i nostri sensi.

I bambini hanno paura dell’uomo nero, anche se non l’hanno mai visto. Aspettano l’arrivo di Babbo Natale anche se la loro mente non è in grado di spiegare come sia possibile che un uomo vestito di rosso possa entrare dalla finestra di notte portando dei regali sopra una slitta.

Con il passare del tempo, però, ci viene insegnato che quelle sono fantasie, e che dobbiamo cercare la verità soltanto nelle cose che ci possiamo spiegare e che la nostra mente può catalogare in un cassetto ben definito del proprio archivio.

Niente di più sbagliato.


Cresciamo, e il nostro essere si indurisce. A scuola ci insegnano a ripetere a memoria i concetti anche se non li capiamo. Ci insegnano la storia senza spiegarci le cause. Impariamo la matematica come una serie di numeri e calcoli senza riportarci al mondo antico, in cui scienza e arte erano intimamente collegate.

Ci insegnano ad accettare certe cose e ad escluderne altre.

Accettare se stessi

Attorno al nostro corpo, man mano che passa il tempo, si crea una scorza che ci rende insensibili al mondo. Ci ritroviamo a fare sempre le stesse cose, perché il nostro cervello è diventato molto bravo nel creare routine, schemi da seguire, valori da avere.

E così, improvvisamente, ci ritroviamo stressati, spossati, diamo la causa del nostro malessere all’alimentazione, al lavoro, ma dentro di noi sentiamo che non è così… C’è qualcosa che ci dice che stiamo ignorando una parte molto importante di tutto questo. Non appena iniziamo a fare questo pensiero, una sensazione di benessere si diffonde in noi, e capiamo che siamo sulla strada giusta.

È allora che iniziamo il percorso all’indietro.

Imparare a meditare è un percorso alla ricerca di noi stessi, della nostra essenza, e per iniziare dobbiamo cominciare a togliere degli strati. Non è un meccanismo semplice. Ci vuole del tempo, ci vuole pazienza e non sempre è una cosa piacevole.

Non è facile togliere il controllo alla mente, perché siamo noi che con il tempo abbiamo dato a lei tutto il controllo sulla nostra vita.


Il primo passo per iniziare questo percorso, come abbiamo visto nella prima lezione, è formulare un pensiero che costringa la nostra mente a spegnersi, ad andare in blackout. Come tutti sappiamo, il pensiero si genera all’interno del nostro cervello, ed è da li che dobbiamo partire per risolvere il problema.

Il nostro cervello è strutturato come un computer: riceve una serie di input e, in base al modo in cui è programmato, restituisce una serie di output. Voi pensate di vedere con i vostri occhi, ma in realtà è il vostro cervello a “vedere”: Riceve il segnale visivo, e lo interpreta a suo modo.

Come è stato documentato da esperimenti molto accurati, il nostro cervello è in grado di ignorare, se non addirittura “riprogrammare” gli elementi che non è in grado di interpretare secondo le proprie informazioni.

Accettare se stessi

Da piccoli ci hanno insegnato che il fuoco brucia, ci siamo scottati un paio di volte, e ora il nostro cervello sa che il fuoco è caldo e che bisogna starne alla larga.

Ma come possiamo percepire qualcosa di non tangibile se questo non ci è mai stato insegnato, o se addirittura ci è stato insegnato che non è vero nulla? Se guardiamo la natura, come abbiamo imparato nella nostra lezione sugli elementi della natura (Terza Lezione) ci accorgiamo che in realtà le cose funzionano diversamente.

Avete mai visto un gatto fissare attentamente un angolo buio della stanza per ore senza motivo? Oppure avete mai fatto caso al fatto che alcuni animali talvolta sembrano sviluppare una sorta di telepatia nei nostri confronti?

Questo succede perché agli animali non viene insegnato nulla riguardo a come catalogare i propri pensieri o i propri sensi.

Imparano vivendo, percependo, sperimentando.

Nella prossima lezione continueremo questo concetto, cercando di capire come, a partire da questi ragionamenti, possiamo arrivare ad accettare noi stessi! Spero che questa lezione ti sia piaciuta, alla prossima lezione! E ricorda: sii positivo, sempre! Come ti ho insegnato nella lezione su comeEssere Positivi!

Alla prossima lezione. Buon allenamento.

P. – Hybridation


Accettare noi stessi - L'arte di amarsi - Lezione 6 ultima modifica: 2018-05-28T12:18:26+00:00 da Webmaster